Vuoi ristrutturare la tua casa e ti stai domandando quale sia il sistema di riscaldamento più adatto alle tue esigenze? Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di riscaldamento a pavimento; questo sistema, impiegato soprattutto nelle nuove costruzioni, rappresenta una valida alternativa al tradizionale riscaldamento a radiatori, rispetto al quale offre svariati vantaggi tra cui una migliore distribuzione del calore e un notevole risparmio energetico.

Ma come funziona? E quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

In questa semplice guida ti spiego tutto quel che c’è da sapere!

 

Cos’è il riscaldamento a pavimento?

In molti pensano che il riscaldamento a pavimento sia un’invenzione relativamente recente; al contrario, questo sistema è stato particolarmente in voga già tra gli anni Cinquanta e Settanta. Oggi, grazie alle nuove tecnologie e all’impiego di materiali più resistenti, può godere di un funzionamento più efficiente rispetto al passato.

Il funzionamento del riscaldamento a pavimento, detto anche “a pannelli radianti”, si basa sull’installazione di un sistema di tubazioni (nel caso dell’impianto ad acqua a circuito chiuso) o di resistenze elettriche (nel caso di impianto elettrico), appoggiate a pannelli isolanti e distribuite sotto la superficie del pavimento.

Questo sistema garantisce la trasmissione del calore in modo omogeneo da terra fino al soffitto, in tutto l’ambiente domestico, grazie al principio dell’irraggiamento. I sistemi di riscaldamento tradizionali, al contrario, tendono a concentrare il calore nelle zone più vicine alla fonte di emissione (come il termosifone).

Un altro punto di forza del riscaldamento a pavimento è che funziona a basse temperature; l’acqua che scorre nelle tubazioni, infatti, viene portata a una temperatura compresa tra i 30 e i 40°C (analogamente succede per le resistenze negli impianti a pavimento elettrici), mentre per un impianto a radiatori l’acqua va scaldata a circa 70°, quasi il doppio della temperatura! Questa caratteristica rende gli impianti a pavimento molto più ecosostenibili, anche in virtù del fatto che sono maggiormente compatibili con un’alimentazione a pannelli solari.

Ma vediamo ora, nel dettaglio, come funziona e da quali parti è composto.

 

Come funziona il riscaldamento a pavimento?

Innanzitutto, è opportuno chiarire quali sono le differenze tra il riscaldamento a pavimento ad acqua e quello elettrico.

 

Il sistema ad acqua

Il riscaldamento a pavimento ad acqua è il sistema solitamente più diffuso; è provvisto di tubazioni in cui viene fatta scorrere acqua calda ad una temperatura tra i 30 e i 40 gradi. L’acqua può essere riscaldata da una caldaia centralizzata, da una pompa di calore o, in alcuni casi, da impianti fotovoltaici o da pannelli solari termici.

Gli elementi costitutivi di questo tipo di impianto sono:

  • Il pannello isolante, collocato sopra la soletta (sottofondo), solitamente è in polistirolo sagomato o in sughero (per un miglior isolamento acustico) e presenta un disegno predefinito che facilita la posa delle tubature sulla sua superficie.
  • Il foglio in PVC rigido, viene abbinato al pannello isolante per renderlo più robusto, impermeabile e per proteggerlo dall’umidità.
  • Le tubazioni, generalmente in polietilene, devono garantire una particolare resistenza allo schiacciamento e alla corrosione. Vengono posizionate al di sopra del pannello isolante a forma di serpentine o altro pattern che ne consenta una distribuzione uniforme nello spazio.
  • Il massetto è uno strato di calcestruzzo che ricopre le tubature, fa da base al pavimento e funge da elemento riscaldante.
  • I collettori, sono le valvole che regolano il flusso d’acqua in entrata e in uscita tra la caldaia e le tubazioni.
  • La caldaia o altro sistema di riscaldamento che porta l’acqua a temperatura (tra i 30 e i 40° C).

Nella scelta di questo sistema di riscaldamento a pavimento dovrete ricordare che lo spessore totale dal pannello isolante alla superficie del pavimento sarà di circa 15 cm.

 

Il sistema elettrico

Questo sistema funziona in modo analogo, con la differenza che l’elemento riscaldante non è l’acqua che passa nelle tubature, bensì la corrente elettrica che scalda delle resistenze spesse qualche millimetro, posate direttamente sotto il pavimento, anziché prima del massetto. Questo tipo d’impianto ha un ingombro più contenuto rispetto a quello ad acqua e può essere collegato direttamente al quadro elettrico senza bisogno di caldaia.

 

Vantaggi del riscaldamento a pavimento

Vediamo, dunque, quali sono i principali vantaggi derivanti dalla scelta di un impianto di riscaldamento a pavimento:

  • Distribuzione ottimale del calore nelle stanze. Come già detto, questa è la caratteristica distintiva di questa tecnologia che, riscaldando costantemente e uniformemente, garantisce un maggior benessere rispetto ai sistemi tradizionali.
  • Vantaggio economico ed ambientale. A fronte di un maggior investimento iniziale per via dell’installazione più costosa, è stimato che il risparmio energetico sia circa del 25% annuo; considerando anche che il ciclo di vita di un impianto di questo tipo è molto lungo, grazie al risparmio conseguito, sarà possibile ammortizzare la maggior spesa di installazione entro un periodo di tempo limitato.
  • Può convertirsi in un impianto di raffrescamento, semplicemente immettendo acqua fredda nelle tubature al posto dell’acqua calda. In questo modo è possibile evitare la spesa per l’acquisto di condizionatori e i costi dovuti agli elevati consumi energetici che ne deriverebbero.
  • Possibilità di utilizzare energie rinnovabili e minor impatto ambientale. Il funzionamento a basse temperature lo rende ideale per essere alimentato da energie “green”; diversamente, il riscaldamento a radiatori, per portare la temperatura a 70° deve utilizzare necessariamente gas o gasolio.
  • Riduce la presenza di polveri, muffe e acari. Contrariamente al riscaldamento a radiatori, quello a pavimento non surriscalda l’aria, che può così conservare quel tasso di umidità indispensabile per far cadere le particelle nocive in essa contenute, contribuendo a creare un ambiente più sano (soprattutto per chi soffre di allergie).
  • Più opzioni per arredare gli interni. L’assenza dell’ingombro dei termosifoni sulle pareti permette di sfruttare maggiormente gli spazi e di avere più libertà nel progettare l’arredo.
  • Non richiede una manutenzione frequente. In genere, un sistema di riscaldamento a pavimento, necessita di un numero minore di interventi di manutenzione e di riparazioni rispetto ai classici impianti con radiatori.
  • Controllo della temperatura in ogni ambiente. Ogni stanza viene dotata di un termostato grazie al quale si potrà impostare la temperatura desiderata, riducendo anche lo spreco energetico.
  • Possibilità di ottenere bonus fiscali.

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Svantaggi del riscaldamento a pavimento

Di seguito, alcuni svantaggi relativi agli impianti di riscaldamento a pavimento:

  • I costi di realizzazione più alti, seppur ammortizzabili in breve tempo grazie al risparmio nei consumi, rispetto al classico impianto con termosifoni. A seconda dei materiali e dell’assistenza fornita, si arriva a spendere tra il 30% e il 50% in più.
  • Interventi di riparazione più invasivi; in caso di danni alle tubazioni, infatti, potrebbe essere necessario rimuovere almeno una parte del pavimento. Bisognerebbe, quindi, conservare sempre una piantina del progetto, nonché una scorta del materiale usato per la pavimentazione, da utilizzare per eventuali ripristini.
  • Il pavimento in parquet potrebbe sollevarsi a causa del calore, se non posato a regola d’arte.
  • Considerare lo spessore; l’installazione di un sistema di riscaldamento a pavimento rende necessario l’innalzamento della pavimentazione di svariati centimetri (specie a seconda del tipo di impianto scelto), in caso di ristrutturazione bisognerà tenerne conto.
  • Non è possibile accendere e spegnere l’impianto ad intermittenza. I pannelli radianti devono essere tenuti accesi almeno per un giorno perché l’ambiente raggiunga la temperatura desiderata, dopodiché l’impianto va sempre mantenuto in funzione. Nonostante questo, come già detto, le basse temperature di esercizio consentono un notevole risparmio energetico.
  • Gli interventi di manutenzione sono più complessi, seppur meno frequenti rispetto a quelli previsti per gli impianti tradizionali.
  • È necessario effettuare un collaudo dell’impianto in seguito alla sua installazione.
  • Bisogna prevedere uno spazio a parete per alloggiare i collettori, preferibilmente in una posizione centrale della casa. 

 

Se scegli questo tipo di impianto di riscaldamento per la tua casa, ricorda anche che l’installazione dev’essere realizzata solo da ditte altamente specializzate, dato che la qualità del lavoro iniziale sarà determinante per la durata di vita dell’impianto, che può funzionare anche per cinquant’anni. 

 

In definitiva, al netto delle valutazioni personali, il sistema di riscaldamento a pavimento presenta sicuramente un interessante profilo costi-benefici per chi lo sceglie per la sua casa, ma anche dal punto di vista dell’ecosostenibilità.